Il culto del "Principe degli Apostoli" si ritiene essersi diffuso a Manduria sin dai primi tempi del Cristianesimo, forse dal 44 d.C. quando la tradizione vuole che il Santo sia sbarcato presso i lidi cittadini fermandosi anche nella città.
La chiesetta di San Pietro Mandurino, al limite nord-occidentale della zona archeologica, pure nei pressi delle mura messapiche, si compone di un vano superiore cui corrisponde una composita cripta ipogea. La struttura sotterranea, accessibile da una scala di gradini sembra riutilizzare in parte una preesistente tomba a camera di epoca classica, analogamente ai diversi esempi, nella stessa provincia di Taranto, di riuso di tombe antiche trasformate, in periodo medioevale, in luoghi di culto “eremitici”. Nel caso di S. Pietro Mandurino sembrano deporre a favore la conformazione dell’accesso, subito al termine del dromos con la scala e, pur mal conservata, la decorazione a fasce rosse della volta della presumibile tomba. Il primitivo monumento classico, in cui sarebbe daravvisare l’unico esempio di tomba a camera superstite nell’area archeologica di Manduria, si componeva del dromos scalinato, di un piccolo corridoio coperto a semibotte e di un vano quadrangolare contrapposto.Il corridoio fu ampliato ad est ed ovest ai fini religiosi, trasformato in una cripta centrale di schema bizantino; cappella e sacro bema spartiti, certamente, da una iconostàsi lignea. Isolato, di fianco, a sud, il vano originario della tomba classica. I diversi ambienti della cripta presentano delle nicchie affrescate, pesantemente ridipinte forse nel XIX secolo.

 

GPS per visitare: 40.405748, 17.644564
GPS: 40.406103, 17.640379

 
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