sarcofagi sommersi san pietro in bevagna

Le «vasche dei re», come sono chiamate da sempre i 23 sarcofagi romani risalenti al 150-900 d.C., adagiati ad appena cinque metri di profondità nelle limpide acque di San Pietro in Bevagna, marina di Manduria. Le colonnine quadrate alte un metro e larghe una sessantina di centimetri per lato, descrivono l’orìgine delle misteriose vasche, parte del carico di una nave lapidaria naufragata a San Pietro in Bevagna all’inrìrca 1800 anni fa. Il battello di cui non è stata conservata traccia, poteva avere una lunghezza di venti metri per una larghezza di sei. I sarcofagi di marmo bianco, di forma e di dimensioni diverse e dal peso variabile dai mille ai seimila chilogrammi, provenivano dall’Egeo e dall’Asia Minore. Probabilmente i manufatti erano destinati a Roma dove sarebbero stati sbarcati nella Statio Marmorum dì Ostia. Da qui, per via fluviale, sostengono gli archeologi, sarebbero giunti alla Ripa Marmorata, presso il monte Testaccio e nel Campo Marzio, dove operavano i marmorari, presso la Statio Rationis Marmorum. Si tratta di sarcofagi per sepolture di grandi uomini dell’Urbe. I ruderi di un molo sommerso nelle vicinanze del sito distante un centinaio di metri dalla riva, testimoniano l’esistenza di un antico porto o perlomeno di uno scalo. I sarcofagi sono simili a quello conservato al Metropolitan Museum di New York. Il ricco giacimento di archeologia marina, giudicato dagli esperti come il più accessibile e importante del genere di tutto il Mediterraneo, sarà oggetto di visite guidate sia subacquee che di superficie grazie a speciali battelli con tondo trasparenti.

 

GPS: 40.301193, 17.726349

 
 

 
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